ArcoBEAT e la tracciabilità del servizio

ArcoBEAT nasce dentro una logica molto “Sartori Ambiente”: uno strumento di lavoro pensato per rendicontare una misurazione puntuale (TARIP/PAYT) e una tracciabilità operativa più semplici per chi sta sul mezzo.
ArcoBEAT nasce seguendo tre concetti, per noi basilari:

  • la necessità sul campo | nei servizi domiciliari, l’operatore deve registrare lo svuotamento (chi, quando, dove) senza rallentare i tempi, senza complicarsi la vita con dispositivi fragili o scomodi e soprattutto poterlo fare in territori non sempre percorribili con i mezzi di raccolta.
  • la comodità | un lettore indossabile al polso, così da ridurre ingombro e “tempi morti” tra una presa e l’altra, mantenendo un’interazione rapida e ripetibile.
  • la versatilità | ArcoBEAT è progettato per leggere TAG RFID UHF su sacchetti e  contenitori e inviare i dati tramite ArcoEVO (sistema di bordo) o tramite app mobile, diventando un tassello operativo dell’ecosistema.

Gli aspetti di rilievo di ArcoBEAT emergono soprattutto quando lo si osserva nel lavoro reale. Prima di tutto c’è una questione di ergonomia e velocità operativa. ArcoBEAT si indossa al polso e questo cambia radicalmente il modo di lavorare rispetto a un palmare tradizionale. Non c’è bisogno di appoggiarlo, riprenderlo, cercarlo o preoccuparsi di perderlo tra un’operazione e l’altra. L’interazione è pensata per l’igiene urbana: la tastiera a membrana è utilizzabile anche con i guanti e il display è essenziale, leggibile in qualsiasi condizione. Il risultato concreto è una riduzione delle micro-interruzioni durante il giro e una maggiore continuità del lavoro, che alla fine del turno fa la differenza.

A questo si aggiunge una robustezza progettata specificamente per l’ambiente urbano. ArcoBEAT non nasce come dispositivo consumer adattato, ma come strumento da igiene urbana. La protezione IP67 e la scocca resistente lo rendono adatto a polvere, umidità e urti, contesti in cui molte soluzioni ibride mostrano rapidamente i propri limiti.
Un altro elemento centrale è l’autonomia e l’affidabilità del dato, soprattutto quando le condizioni non sono ideali. La batteria copre l’intero turno di lavoro e la memoria interna consente di registrare migliaia di letture. Questo significa che, anche in presenza di problemi di rete o di sincronizzazione, il servizio continua senza interruzioni e il dato non va perso. Il GPS integrato completa il quadro, permettendo di georeferenziare ogni operazione in modo automatico.

ArcoBEAT è poi pensato per lavorare in modo nativo con il sistema di bordo. Grazie alla connessione Bluetooth Low Energy, i dati vengono trasferiti alla controller veicolare ArcoEVO senza passaggi intermedi. Il dispositivo non è un elemento isolato da riconciliare a fine giornata, ma una vera estensione operativa del sistema sul mezzo. Questo approccio riduce i passaggi manuali, limita gli errori di allineamento e accorcia i tempi di fine turno dedicati allo scarico e alla bonifica dei dati.

Un aspetto spesso sottovalutato è che ArcoBEAT non si limita alla semplice lettura. Include infatti funzioni pensate per la gestione del servizio, come segnalazioni operative e gestione delle blacklist, utili per trattare eccezioni, anomalie o contenitori non validi direttamente sul campo.
Infine, ArcoBEAT è allineato al quadro normativo italiano sulla misurazione puntuale. Il riferimento al Decreto del 20 aprile 2017 sui criteri per la realizzazione dei sistemi di misurazione non è solo formale, ma rappresenta un elemento concreto e rilevante in contesti di gara e nei capitolati tecnici.

Nel complesso, ArcoBEAT si distingue perché non è semplicemente un lettore, ma uno strumento di lavoro coerente con le esigenze operative, normative e organizzative dei servizi di igiene urbana.

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